SOLDI Pagamenti, fatture, caparre e compro oro: contanti sì o contanti no?

23/01/2018 Confesercenti Caserta

SOLDI Pagamenti, fatture, caparre e compro oro: contanti sì o contanti no? E qual è il limite? Il dipartimento del Tesoro fa chiarezza

Pagare in contanti si può. Basta attenersi ad alcune regole introdotte nel corso degli anni per contrastare l’evasione fiscale che vanta (si fa per dire) numeri faraonici. Stiamo parlando di una cifra compresa fra i 250 e i 270 miliardi di euro, un valore pari al 18% del PIL del nostro Paese. Sono i numeri dell’evasione fiscale in Italia, che si conferma uno dei mali della nostra economia
In pratica, una vera e propria piaga tra le tante che affliggono il nostro Paese, durissima da sconfiggere, che sottrae alle casse dello Stato un tesoretto che potrebbe risolvere tanti problemi.

Per fronteggiare il problema, tante norme e nuove regole con il dipartimento del Tesoro che ha fatto chiarezza pubblicando una guida con tutte le formazioni necessarie per districarsi nella “giungla” dei pagamenti e quando si può e quando no.

In generale, consentiti i pagamenti in contanti, di importo inferiore a 3mila euro, versati come caparra per una fattura di importo superiore a tale cifra, così come è ammesso il pagamento misto in contanti (ma non pari o superiore a 3mila euro) utilizzando, per la parte residua, strumenti tracciabili. Inoltre, potranno essere emessi uno o più assegni bancari per saldare fatture d’importo complessivamente pari o superiore a 3mila euro.

Prelievi e versamenti in banca senza limite – Il Ministero conferma la possibilità di prelevare o versare in banca denaro contante di importo pari o superiore a 3.000 euro.

Alla domanda “è possibile prelevare o versare in banca denaro contante di importo pari o superiore a 3mila euro”, il dipartimento del Tesoro risponde in maniera affermativa.

In pratica, “non esiste alcun limite al prelevamento o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente in quanto tale operatività non si configura come un trasferimento tra soggetti diversi”.

E, ancora “a fronte della richiesta di una somma superiore al limite di legge è possibile pagare parte in contanti e parte in assegno?“. La procedura è ammessa ma a condizione che “il trasferimento in contanti sia inferiore alla soglia dei 3mila euro, oltre la quale è obbligatorio l’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili”.

Limite contanti per chi paga con gli assegni
Il limite di contanti vale anche per i pagamenti differiti: non si può eludere la soglia di 3.000€, quindi, versando quanto dovuto in più rate. Considerando un importo di 10.000 euro non si può effettuare il saldo pagando in contanti 2.000 euro ogni mese (per un totale di 5 mesi).

Il cumulo non è oggetto di sanzioni invece quando viene effettuato per mezzo di assegni muniti dell’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario, e della clausola di non trasferibilità quando di importo superiore a 1.000 euro.

Capitolo Compro oro – Un capitolo a parte, invece, quello che riguarda i Compro oro che dovranno attenersi a un nuovo regolamento entrato in vigore la scorsa estate. Per queste attività, infatti, i pagamenti in contanti sono consentiti per importi inferiori ai 500 euro.

Una importante precisazione: questo limite non può essere raggirato pagando quanto dovuto in più tranche come sottolinea il dipartimento del Tesoro, infatti, in tale circostanza ” è ravvisabile un artificioso frazionamento di un importo complessivo superiore alla soglia di legge ” punibile con una sanzione che va dai 1.000 ai 10.000 euro.

Libretti al portatore vanno in soffitta – Le FAQ Ministeriali ricordano anche che i libretti al portatore dovranno necessariamente essere estinti entro il termine ultimo fissato al 31 dicembre 2018. Dal 4 luglio, 2017, infatti, è consentita esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi.


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